Gli edifici parlano. SKAB ascolta.
SKAB misura in continuo le vibrazioni ambientali di una struttura, ne estrae le frequenze proprie tramite analisi modale operazionale e ne monitora le variazioni nel tempo. Un indicatore oggettivo e continuo dove oggi, nella maggior parte degli edifici, non esiste alcun dato.
Il monitoraggio strutturale funziona da decenni. Costa troppo per essere usato dove serve.
Le tecniche di identificazione dinamica sono consolidate in letteratura e applicate con successo su ponti, dighe e grandi opere. Ma un impianto tradizionale è cablato, invasivo e lungo da installare: sostenibile su un'infrastruttura strategica, fuori portata per un condominio, una scuola o un piccolo edificio pubblico.
Troppi edifici, pochi tecnici
Dopo un evento sismico il numero di strutture da verificare supera di ordini di grandezza la capacità di rilievo disponibile. La priorità si assegna spesso senza dati oggettivi.
Nessuna storia della struttura
Senza una baseline del comportamento dinamico, un rilievo post-evento non ha termine di paragone: si osserva lo stato attuale, non la variazione.
Il degrado è lento e silenzioso
Cedimenti, bradisismo, scavi e interventi adiacenti agiscono nel tempo. Un controllo periodico a campione difficilmente li intercetta nella fase iniziale.
Dalla vibrazione ambientale all'indicatore di variazione
Nessuna eccitazione forzata: SKAB usa il rumore che c'è già — traffico, vento, normale utilizzo dell'edificio — come sorgente di eccitazione, secondo l'approccio classico dell'Operational Modal Analysis.
Acquisizione continua
Le stazioni acquisiscono a 200 Hz tramite accelerometri MEMS a bassissimo rumore (≈15 µg/√Hz), affiancati da un canale wideband per gli eventi impulsivi e da un sismometro dedicato che calcola a bordo l'intensità spettrale di Housner (SI, in kine) e la PGA. Il numero di stazioni dipende dalla geometria dell'edificio, non da un listino.
Detection e scrematura del rumore
Un detector STA/LTA sull'energia orizzontale individua gli eventi. La classificazione automatica separa il rumore ricorrente e noto (impianti, ascensori) dai transienti che meritano davvero un'analisi.
Sincronizzazione tra stazioni
Perché le misure di più stazioni siano confrontabili — condizione necessaria per identificare i modi torsionali — devono essere allineate nel tempo con precisione elevata. SKAB adotta un sistema di sincronizzazione proprietario, con verifica della qualità temporale su ogni acquisizione e correzione del residuo in fase di elaborazione.
Identificazione modale
Pipeline cloud con metodi standard di letteratura: PSD Welch, Frequency Domain Decomposition, EFDD per la stima dello smorzamento e SSI-COV con diagramma di stabilizzazione per distinguere i modi fisici dagli artefatti numerici.
Baseline e confronto
Il sistema costruisce nel tempo il comportamento dinamico abituale della struttura. Dopo un evento confronta il nuovo quadro modale con il riferimento — a parità di eccitazione e di condizioni ambientali, altrimenti il confronto non è valido — e ne ricava l'indice Dk.
Notifica e report
Superata la soglia configurata, l'alert raggiunge proprietà, gestore e tecnico incaricato via e-mail, SMS o webhook. Ogni analisi resta consultabile e scaricabile dalla piattaforma.
Le campagne partono da sole. La piattaforma sorveglia la sismicità dell'area e gli eventi registrati sull'edificio, e quando il contesto lo richiede avvia autonomamente una campagna di acquisizione. Il tecnico non deve accorgersi di un terremoto, ricordarsi del sistema e lanciare a mano un'analisi: quando apre la piattaforma, l'analisi post-evento è già lì.
Sembra un dettaglio operativo. In realtà è la differenza tra un impianto che produce dati e uno che li produce quando servono: nell'esperienza comune, il monitoraggio che dipende da un'azione manuale è quello che, il giorno dell'evento, non è stato attivato.
Dk — la riduzione di rigidezza equivalente
Il parametro monitorato non è la variazione di frequenza in sé, ma la riduzione di rigidezza laterale equivalente che quella variazione implica. In un oscillatore la frequenza va come la radice della rigidezza: per risalire alla rigidezza il rapporto fra le frequenze va elevato al quadrato.
Dk = 1 − ( f / frif )2
È l'indice noto in letteratura come final softening damage index, introdotto da DiPasquale, Ju e Cakmak (1990) e ripreso nella rassegna di Zhang et al. (2021) nella forma D = 1 − (T₀/T)². Non è una grandezza che abbiamo definito noi.
La conseguenza pratica è che Dk non è proporzionale alla variazione di frequenza: una riduzione del 10% corrisponde a Dk 0,19, una del 20% a Dk 0,36. Ragionare in percentuali di frequenza porta a sottostimare, e le soglie qui accanto non sono percentuali di frequenza.
| Classe | Muratura | Cem. armato |
|---|---|---|
| Non significativo | < 0,07 | < 0,10 |
| Danno leggero | 0,07 – 0,15 | 0,10 – 0,25 |
| Danno moderato | 0,15 – 0,30 | 0,25 – 0,50 |
| Danno severo | ≥ 0,30 | 0,50 – 0,65 |
| Danno molto grave | — | ≥ 0,65 |
Soglie per la muratura da Sivori, Cattari e Lepidi (2022), coincidenti con quelle del Modello Operativo di Pozzuoli. Soglie per il cemento armato ricostruite da Navarro et al. (2012) e Vidal et al. (2014) su Lorca, Ditommaso et al. (2013) su L'Aquila e la rassegna di Guéguen et al. (2014).
Perché due colonne e non una. Le soglie dipendono dalla tipologia costruttiva, e la differenza è ampia: applicare a un edificio in cemento armato i valori della muratura produce falsi allarmi sistematici. Per questo la tipologia è un dato obbligatorio dell'anagrafica, senza valore predefinito.
Significativo non vuol dire danneggiato. Le soglie di letteratura dicono quando un edificio è danneggiato, non quando la misura è affidabile: sono due domande diverse. La seconda si risolve calcolando sulla baseline del singolo edificio la dispersione delle misure ambientali, e trattando come non distinguibile tutto ciò che vi rientra. Serve perché la fluttuazione è tutt'altro che trascurabile: su edifici in muratura della rete OSS sono state osservate variazioni giornaliere fino al 6% per sola temperatura (Cattari et al., 2024).
Nessuna di queste soglie ha valore normativo. In Italia non esistono soglie ufficiali sulla variazione delle frequenze proprie degli edifici: quelle qui sopra derivano da letteratura peer-reviewed e restano indicatori di attenzione. La taratura sul cemento armato è la parte più debole, perché deriva in larga parte da confronti fra popolazioni di edifici diversi anziché fra misure pre e post sullo stesso edificio. Le soglie operative su un caso reale si concordano con il tecnico strutturista incaricato.
Tre variazioni diverse, che si somigliano nei numeri
Distinguerle è la parte difficile del mestiere. Confonderle è il modo più rapido per dichiarare danneggiato un edificio integro.
Fluttuazione ambientale
Temperatura, umidità, occupazione. Vale circa ±3% sulla muratura, con punte giornaliere fino al 6% su alcuni edifici, e qualche punto percentuale sul cemento armato. Non è danno, ed è la ragione per cui la baseline si costruisce nel tempo invece di misurarla una volta.
Softening transitorio
Durante e subito dopo uno scuotimento la frequenza può scendere del 20–30% in assenza totale di danno, per poi risalire in tempi che vanno dai secondi ai mesi. È comportamento non lineare documentato, non degrado.
Riduzione permanente
La quota che resta quando il recupero si è esaurito, misurata a regime su vibrazione ambientale. Solo questa è danno, ed è l'unica su cui abbia senso applicare le soglie.
Come lo tratta la piattaforma. Una misura acquisita durante un evento non viene classificata: viene registrata e marcata come tale. Nei giorni successivi il valore resta un indicatore di attenzione, non una classe di danno. La classificazione si applica alle analisi a regime, su vibrazione ambientale e a condizioni ambientali confrontabili. Il dato diagnostico non è il picco della riduzione, è il valore a cui la struttura si assesta dopo il recupero.
Cosa SKAB non fa
SKAB non emette giudizi di agibilità. Non sostituisce il rilievo del danno, la verifica di vulnerabilità sismica o la valutazione strutturale, che restano di competenza esclusiva dei tecnici abilitati e delle autorità preposte.
SKAB fornisce misure, indicatori quantitativi e una storia continua del comportamento dinamico della struttura. L'interpretazione ingegneristica del dato sul caso specifico è — e resta — del professionista.
È una posizione deliberata. Preferiamo essere lo strumento affidabile nelle mani di chi ha titolo per decidere, piuttosto che promettere una certezza che nessun sensore può dare.
Cosa si vede quando la baseline c'è già
Il 31 luglio 2026 un evento di magnitudo 4.7 ha colpito i Campi Flegrei. Su un edificio già monitorato da settimane, SKAB aveva una storia delle frequenze proprie con cui confrontarsi — e ha avviato da sola una campagna di acquisizione durante lo sciame che è seguito.
Cosa mostra il grafico
La scossa principale è avvenuta alle 17:46 UTC. La campagna di acquisizione da cui provengono i valori più bassi copre la finestra 18:52 – 20:52 UTC, comincia cioè circa un'ora dopo, e contiene 18 repliche dello sciame.
Nelle settimane precedenti le frequenze identificate restano stabili attorno a 2,29 Hz e 1,90 Hz, con smorzamento del 4,0%. Un'ora dopo la scossa, una campagna di due ore sulle repliche restituisce 2,15 Hz e 1,76 Hz, con lo smorzamento salito al 4,5%. Nell'analisi del mattino successivo, di nuovo su vibrazione ambientale, i valori tornano a 2,295 e 1,904 Hz.
Cosa non dice
Anzitutto: quei valori non descrivono la scossa principale, ma la risposta dell'edificio durante lo sciame che l'ha seguita. È una differenza che cambia la lettura del dato, e preferiamo dichiararla invece di lasciarla intendere.
Secondo: −6,4% e −7,7% sono variazioni di frequenza, non valori di Dk, e non vanno convertiti in una classe di danno. Una misura acquisita mentre l'edificio è sollecitato ricade nel softening transitorio descritto sopra, dove riduzioni anche molto più ampie si osservano su strutture integre. Per questo la piattaforma la registra e la marca, ma non la classifica.
Poi c'è un problema di confrontabilità, ed è la prima obiezione che farebbe un tecnico: la campagna sulle repliche eccita la struttura molto più della vibrazione ambientale. Frequenza che scende e smorzamento che sale al crescere dell'eccitazione sono il comportamento atteso in campo non lineare: descrivono la risposta all'evento, non lo stato della struttura. Per questo lo scostamento misurato durante le repliche non va confrontato con una baseline registrata in condizioni ambientali. Il confronto valido è a parità di eccitazione: ambiente prima, ambiente dopo.
Infine, il confronto ambientale prima/dopo che chiude il caso non è termocompensato: stimare il coefficiente di sensibilità termica di un edificio richiede almeno un ciclo stagionale completo, e su questa struttura la baseline è di poche settimane. Sui due giorni in questione le condizioni ambientali erano simili, quindi il ritorno ai valori di riferimento resta significativo — ma va letto sapendo che una quota della variazione residua potrebbe essere temperatura e non struttura.
Il valore di SKAB qui è un altro, e più solido: c'era una storia con cui confrontarsi, e il sistema ha acquisito da solo mentre l'evento era in corso. Il confronto metodologicamente valido è quello tra acquisizioni ambientali — ed è esattamente ciò che mostra il ritorno ai valori di riferimento il giorno dopo.
Non un grafico. Un sistema che lavora da solo.
Acquisizione, scrematura degli eventi, analisi modale, confronto con la baseline e reportistica avvengono senza intervento manuale. Al tecnico arriva il risultato, con tutti i dati intermedi disponibili per la verifica.
Ogni edificio ha la sua scheda
Anagrafica, dati geometrici e tipologici, stima teorica delle frequenze attese, modello BIM caricato o generato in automatico dalla piattaforma. Serve a inquadrare il caso prima ancora che arrivi il primo dato.
Gli eventi vengono classificati, non accumulati
Il detector STA/LTA segnala i transienti, la piattaforma li ordina, li confronta con il catalogo sismico e distingue ciò che merita un'analisi dal rumore ricorrente dell'edificio. Le registrazioni inutili si eliminano in blocco.
Il dato si confronta con le fonti ufficiali
Per ogni evento la piattaforma recupera l'evento corrispondente dal catalogo INGV e il valore di PGA della ShakeMap interpolato sulla posizione dell'edificio — 0,027 g per l'evento del 31 luglio — e lo sovrappone alla registrazione della stazione. Il confronto è fatto sui canali orizzontali, perché la PGA di ShakeMap è per convenzione la massima componente orizzontale: confrontarla con il canale verticale sarebbe un errore di metodo, e la piattaforma lo dichiara a schermo.
Il report è leggibile prima di essere tecnico
Frequenze identificate, smorzamento, qualità dell'analisi — campioni effettivi, perdita dati, sovrapposizione tra stazioni. Se l'analisi non è affidabile la piattaforma lo dichiara, invece di produrre un numero e basta. Esportabile in PDF.
Quanto l'edificio amplifica il terremoto
Con due stazioni a quote diverse, la piattaforma calcola PGA, PGV e spettro di risposta per ciascuna e ne ricava il rapporto di amplificazione. Sull'evento del 31 luglio: 5,68× in direzione X, 2,72× in Y, 1,7× sulla verticale.
È l'ordine di grandezza che spiega perché ai piani alti si rompono tramezzi e controsoffitti mentre al piano terra non succede nulla.
Come va letto. Su questo evento i due segmenti registrati hanno durata molto diversa — 4,7 s in sommità contro 0,4 s alla base — perché i detector delle due stazioni sono scattati in momenti diversi. Un rapporto fra valori di picco estratti da finestre disuguali è un indicatore di tendenza, non una misura di amplificazione: la finestra più corta può non contenere il picco. Il valore rigoroso si ottiene ricalcolando su una finestra temporale comune e confrontando gli spettri di risposta, ed è la direzione in cui stiamo portando la pipeline.
Una struttura è sollecitata tutti i giorni
Il sisma è l'evento che fa notizia, ma non è l'unico carico che conta. Vento, traffico, vibrazioni da cantiere e variazioni termiche agiscono in continuo. SKAB acquisisce i dati meteorologici sul sito e li integra nel modello di risposta della struttura.
Il carico da vento, sull'edificio reale
La piattaforma preleva la griglia di vento sulla posizione dell'edificio e ne rappresenta l'azione sulla geometria reale. Serve a interpretare le variazioni delle frequenze in funzione delle condizioni ambientali: senza questa normalizzazione, un confronto tra due analisi rischia di misurare il meteo anziché la struttura.
La stazione, progettata e costruita da noi
Nessun assemblaggio di moduli da laboratorio: un'unità compatta, con accoppiamento rigido alla struttura, pensata per restare installata per anni e per essere montata in poche ore senza opere invasive.
Serve una presa di corrente. Nient'altro.
La ragione per cui il monitoraggio dinamico è rimasto confinato alle grandi opere non è il costo dei sensori: è il cantiere che comporta installarli. SKAB elimina quel cantiere.
Registrazione
Si crea un account sulla piattaforma. Non serve hardware per iniziare.
Anagrafica dell'edificio
Se chi registra l'edificio è un tecnico, può compilarla in autonomia: geometria, piani, tipologia costruttiva. Altrimenti se ne occupa SKAB, con un sopralluogo speditivo.
Fornitura delle stazioni
Le stazioni vengono configurate e spedite già associate all'account, pronte all'uso.
Installazione fisica
Le stazioni si posizionano nei punti concordati e si collegano all'alimentazione. Nessun cavo di rete, nessuna canalizzazione, nessun collegamento tra una stazione e l'altra: ogni unità è indipendente e comunica per conto proprio.
Aggancio in piattaforma
Le stazioni vengono associate all'edificio dall'interfaccia web. Da questo momento la loro telemetria è visibile.
Avvio del monitoraggio
La configurazione delle acquisizioni e la messa a regime della pipeline sono a cura di SKAB. Il cliente non deve amministrare nulla.
Consultazione
Analisi, serie storiche ed eventi restano accessibili da web e da app, per il proprietario e per il tecnico che segue l'edificio.
Perché l'indipendenza di rete conta più di quanto sembri. Un impianto cablato richiede progettazione, opere murarie, autorizzazioni condominiali e un tecnico in cantiere per giorni: costi che superano largamente quelli della strumentazione e che, sull'edilizia ordinaria, rendono l'intervento improponibile. Stazioni che vogliono solo una presa di corrente si installano in poche ore, si spostano se serve, e non lasciano tracce sull'edificio — condizione decisiva su immobili vincolati.
Dalla vibrazione al quadro completo
L'analisi modale dice come si comporta la struttura nel suo insieme. Per capire dove qualcosa sta cambiando servono misure locali. È la direzione in cui stiamo estendendo la piattaforma.
Accelerometria
Frequenze proprie, smorzamento, forme modali. Il comportamento globale dell'edificio e la sua evoluzione nel tempo.
Fessurimetri
Apertura delle lesioni esistenti misurata in continuo, con separazione tra componente stagionale e deriva progressiva.
Estensimetri
Deformazione locale su elementi strutturali selezionati, per legare la risposta globale a ciò che accade in un punto specifico.
Inclinometri laser
Rotazioni e fuori piombo con risoluzione elevata: la grandezza più diretta per intercettare cedimenti differenziali.
Stato dichiarato. Le tre linee sensoristiche indicate come "in sviluppo" non sono ancora disponibili in fornitura. Le annunciamo perché fanno parte del progetto e perché chi valuta oggi un impianto ha diritto di sapere dove andrà, non perché siano già vendibili. Quando lo saranno, lo scriveremo qui.
A chi si rivolge
Studi di ingegneria
Dati sperimentali continui per la calibrazione dei modelli, il monitoraggio degli interventi e il supporto alle valutazioni su strutture esistenti.
Amministratori di condominio
Un dato oggettivo da portare in assemblea quando compaiono lesioni, quando si lavora in adiacenza o dopo un evento sismico, al posto di opinioni contrapposte.
Enti e pubblica amministrazione
Scuole, edifici pubblici, patrimonio storico: priorità di intervento basate su dati oggettivi anziché su sola ispezione periodica.
Gestori di patrimonio
Portafogli immobiliari estesi, con monitoraggio omogeneo e reportistica centralizzata su tutti gli asset.
Imprese e committenti
Controllo degli effetti di scavi, demolizioni e lavorazioni sugli edifici adiacenti, con registro continuo e verificabile.
Proprietà singole
Chi possiede un immobile in area sismica e vuole sapere come si comporta nel tempo, senza dover commissionare una campagna di misure ogni volta.
Parliamone da tecnici
Se segui un edificio, un patrimonio o un cantiere e vuoi capire se SKAB ha senso nel tuo caso, ti mostriamo la piattaforma e i dati reali. Confronto tecnico, senza impegno.