Applicazioni

Dove un dato continuo cambia la decisione

Il monitoraggio dinamico non serve ovunque. Serve dove c'è una struttura da seguire nel tempo, una sollecitazione che si ripete e una decisione da prendere con criterio. Questi sono gli scenari in cui SKAB porta valore reale.

01

Aree sismiche e bradisismiche

Dove gli eventi si ripetono, la domanda non è "l'edificio ha resistito?" ma "sta cambiando?". Con una baseline consolidata, ogni scossa diventa un punto di confronto anziché un'incognita. Le stazioni continuano ad acquisire prima, durante e dopo l'evento, e il quadro modale post viene confrontato con il riferimento a condizioni ambientali omogenee.

Rilevante per Comuni, Protezione Civile, amministratori e proprietà in zona di sciame sismico o bradisismo attivo.

02

Edilizia scolastica e patrimonio pubblico

Un ente che gestisce decine di edifici deve decidere dove intervenire prima, con risorse limitate. Un monitoraggio omogeneo su tutto il parco fornisce un criterio di priorità basato su misure, affiancabile alle schede di vulnerabilità e alle verifiche tecniche già previste.

Utile in fase di programmazione degli interventi e di rendicontazione.

03

Patrimonio storico e archeologico

Su strutture vincolate ogni intervento è delicato e ogni sensore invasivo è un problema. L'installazione rapida e poco invasiva e l'assenza di eccitazione forzata rendono l'approccio compatibile con contesti tutelati, anche in presenza di ambienti ipogei o di interventi di consolidamento in corso.

Interlocutori tipici: Soprintendenze, enti gestori, progettisti del restauro.

04

Cantieri, scavi e demolizioni adiacenti

Quando si lavora accanto a un edificio esistente, il contenzioso nasce dalla mancanza di un registro oggettivo. Un monitoraggio continuo dal pre-opera al collaudo documenta il comportamento della struttura per tutta la durata dei lavori, con dati verificabili da entrambe le parti.

Interesse per imprese, direzione lavori, committenti e assicurazioni.

05

Verifica di efficacia degli interventi

Un intervento di miglioramento o adeguamento sismico modifica rigidezza e massa, quindi le frequenze proprie. Misurare prima e dopo fornisce un riscontro sperimentale dell'effetto ottenuto, utile al progettista e al committente.

Applicabile anche al monitoraggio post-intervento nel medio periodo.

06

Calibrazione di modelli numerici

I modelli agli elementi finiti partono da ipotesi su vincoli, masse e rigidezze. Le frequenze e le forme modali misurate sperimentalmente offrono al progettista un riscontro per calibrare il modello sul comportamento reale della struttura.

Il dato grezzo e i risultati sono esportabili per elaborazioni indipendenti.

Come si adotta

Un percorso a tre passi

FASE 1

Catalogazione, senza hardware

L'edificio viene inserito in piattaforma con i suoi dati geometrici e tipologici essenziali. Si ottiene una stima teorica preliminare dei modi propri attesi, come termine di paragone iniziale. Non richiede installazione.

FASE 2

Installazione e baseline

Posizionamento delle stazioni definito insieme al tecnico, avvio delle acquisizioni e costruzione progressiva della baseline dinamica dell'edificio nelle sue condizioni di esercizio.

FASE 3

Monitoraggio e alerting

Analisi periodiche e a evento, report consultabili, notifiche su soglia via e-mail, SMS o webhook verso i sistemi già in uso presso il cliente.

Un limite da conoscere prima di iniziare. La baseline richiede tempo: il valore del sistema cresce con la lunghezza della serie storica e con la copertura delle diverse condizioni ambientali. Un'installazione fatta il giorno prima di un evento fornisce molto meno di una attiva da mesi. Ne parliamo apertamente in fase di valutazione, perché condiziona le aspettative.

Il tuo caso rientra in uno di questi?

Raccontacelo. Valutiamo insieme se il monitoraggio dinamico ha senso, e te lo diciamo anche quando la risposta è no.